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"Le Journal de Spirou"


Se siete un editore vallone intraprendente con in mano un portafoglio editoriale di cui fanno parte riviste come “Le Moustique” e “Bonne Soirée”, ma al quale va un po’ stretto il mercato belga-francofono, c’è solo una soluzione: ampliare il vostro target e partire all’attacco dei mercati vicini.

Questo è quanto ha fatto l’editore Jean Dupuis lanciando nel 1938 “Le Journal de Spirou” sull’onda del successo già ottenuto dal fumetto. Sperando così di conquistare anche il mercato francese, affidò a Rob-Vel, un disegnatore bretone, il compito di creare questo nuovo personaggio che avrebbe animato le pagine del suo settimanale. E, ancora oggi, in Vallonia, con il termine “spirou” si intende un ragazzino vivace e birichino.

La redazione del “Journal de Spirou” fu uno straordinario vivaio di disegnatori. Dopo l’ingresso di Fernand Dineur di Bruxelles, autore di Tif e Tondu, e di Jijé, il creatore di Namour a cui si deve l’invenzione di Spirou e Fantasio, Jean Valhardi, Jerry Spring e non solo, vennero ingaggiati nella rivista moltissimi altri disegnatori di fumetti.

Fu grazie a loro che il firmamento del fumetto si arricchì ancora di più di tante altre stelline luminosissime come Luky Luke, Johan e Pirlouit, i Puffi, Buck Danny, la Patrouille des Castors, les Belles Histoires de l’Oncle Paul, Gil Jourdan, Boule e Bill, Gaston Lagaffe, Les Tuniques Bleues fino ad arrivare ai protagonisti dei nostri giorni come Papyrus, Cédric, Kid Padlle e Largo Winch. (© Jean Auquier, Centro Belga del fumetto.)